Come smettere di mangiarsi le unghie?

L'onicofagia (mangiarsi le unghie) è un comportamento compulsivo che consiste nel mangiarsi le unghie o nel metterle frequentemente in bocca. Diffusa tra adulti, bambini e adolescenti, questa abitudine è generalmente legata a stress o ansia e può avere conseguenze sulla salute di unghie, pelle e denti.

Perché ci mangiamo le unghie?

L'onicofagia si manifesta più spesso in situazioni di stress, di intensa concentrazione (al lavoro, a scuola) o durante la cessazione del fumo. Anche la noia, la fame o una sensazione di malessere possono scatenare questo comportamento. Chi ne è affetto ha spesso una personalità ansiosa e talvolta è timido, introverso o perfezionista; l'atto rappresenta un modo inconscio per gestire la tensione emotiva.

Quali sono le conseguenze dell'onicofagia?

Le conseguenze del mangiarsi le unghie

L'onicofagia può causare piccole lesioni cutanee intorno alle dita, che possono evolvere in infezioni, soprattutto quando l'unghia viene consumata fino a raggiungere la pelle circostante. La parte inferiore dell'unghia ospita naturalmente germi e batteri, che possono essere ingeriti, aumentando il rischio di infezione.

Questo comportamento può anche deformare permanentemente le unghie. La matrice ungueale, il tessuto situato sotto e intorno all'unghia responsabile della sua crescita, può danneggiarsi in modo difficilmente reversibile, conferendo alle unghie un aspetto irregolare nel lungo periodo.

Il vizio di mangiarsi le unghie può avere ripercussioni anche sui denti: i ripetuti mini-traumi possono graffiare lo smalto dentale e, a lungo termine, alterare l'occlusione (il modo in cui i denti si incastrano tra loro), portando potenzialmente a denti indeboliti, scheggiati o disallineati.

Infine, alcune persone sviluppano un imbarazzo sociale legato all'aspetto delle proprie mani, che può portarle a nasconderle o ad evitare determinate situazioni.

Come smettere di mangiarsi le unghie?

Diversi semplici accorgimenti possono contribuire a limitare o interrompere gradualmente questo comportamento, soprattutto se combinati.

Tagliare e tenere le unghie regolarmente corte riduce meccanicamente la superficie disponibile per essere mangiate, il che può contribuire a diminuire la frequenza di questa abitudine. Anche tenere la bocca occupata, ad esempio masticando una gomma, può aiutare a scoraggiare tale abitudine.

Sostituire il gesto con un altro, come manipolare un oggetto antistress, una penna o giocare con una ciocca di capelli, permette di incanalare il bisogno di muovere le mani senza usare le unghie. Anche la cura delle unghie con manicure regolari, smalto o persino unghie artificiali può rappresentare una barriera psicologica: esistono persino smalti dal sapore amaro specificamente studiati per scoraggiare questo comportamento.

Idratare regolarmente le mani con una crema ricca e nutriente riduce la probabilità di portare le dita alla bocca, riparando al contempo i piccoli danni cutanei causati dal mangiarsi le unghie. Indossare guanti o bende sulle unghie gravemente danneggiate può inoltre fornire un'efficace barriera fisica temporanea.

Infine, poiché lo stress e l'ansia sono spesso alla base di questo comportamento, praticare regolarmente attività fisica o tecniche di rilassamento comela meditazione o lo yoga può aiutare a canalizzare le tensioni alla loro origine, anziché limitarsi a trattare il sintomo visibile.

Come curare le unghie rosicchiate?

Per favorire la ricrescita e riparare le unghie danneggiate dal vizio di mangiarle, si utilizzano tradizionalmente oli vegetali come l'olio di ricino o l'olio d'oliva, che nutrono, idratano e rinforzano la cheratina. Un impacco settimanale con olio, lasciando le unghie immerse per almeno cinque minuti, può promuovere una ricrescita più sana. Il nostro articolo su come trattare le unghie danneggiate illustra altri trattamenti complementari, mentre il nostro articolo su come far crescere le unghie più velocemente fornisce ulteriori consigli per favorire la ricrescita.

Quando è opportuno consultare un professionista?

Se l'onicofagia persiste nonostante questi approcci, o se è accompagnata da lesioni cutanee che non guariscono, può essere utile consultare un medico di base o un dermatologo per valutare le condizioni delle unghie e della pelle circostante.

Quando questo comportamento è chiaramente collegato a stress o ansia significativi, difficili da gestire autonomamente, il supporto di uno psicologo o di uno psichiatra può aiutare a comprenderne le origini e a sviluppare strategie di coping più appropriate. Non c'è nulla di anormale nel chiedere questo tipo di aiuto: mangiarsi le unghie è un comportamento molto comune e ben noto agli operatori sanitari.

Domande frequenti sull'onicofagia

L'onicofagia è considerata un disturbo psichiatrico?

Nella maggior parte dei casi, mangiarsi le unghie è un'abitudine comune legata allo stress, senza particolari motivi di preoccupazione. Solo in rari casi, quando il comportamento è molto intenso e incontrollabile, può essere collegato a disturbi più specifici che richiedono un aiuto professionale.

Lo smalto amaro funziona davvero?

Lo smalto per unghie dal sapore amaro può essere efficace per alcune persone, creando un'associazione spiacevole con l'abitudine, ma la sua efficacia varia a seconda dell'individuo e della sua motivazione a smettere. Spesso è più efficace se combinato con altre strategie.

Quanto tempo occorre perché le unghie ritornino al loro aspetto normale?

Dipende dall'entità del danno alla matrice ungueale. Per le unghie semplicemente corte ma senza danni profondi, di solito bastano da poche settimane a qualche mese di cure regolari. In caso di danni più significativi alla matrice, la ricrescita completa potrebbe richiedere più tempo.